Definizione
La violenza di genere è caratterizzata da una serie distinta di azioni fisiche, sessuali, di coercizione economica e psicologica che hanno luogo all’interno di una relazione intima attuale o passata. Si tratta di una serie di condotte che comportano nel breve e nel lungo tempo un danno sia di natura fisica sia di tipo psicologico ed esistenziale (A. C. Baldry, 2006).

Le forme della violenza di genere

  • Violenza psicologica
    La violenza psicologica è costituita da una serie di atteggiamenti intimidatori, minacciosi e denigratori da parte del partner o ex-partner. Essa comprende: tattiche di isolamento, ricatti, insulti verbali, minacce, rifiuti, colpevolizzazioni pubbliche e private, svalutazioni continue, squalificazioni, deprivazioni, umiliazioni, limitazioni dell’espressione personale.
    In certi casi la violenza psicologica può arrivare al “vero e proprio lavaggio del cervello” dovuto per esempio a “falsi pentimenti” o a manovre di isolamento.Nei casi più gravi ha luogo un processo di “distruzione morale” (effrazione psichica) che può portare la vittima alla malattia mentale, all’abuso di sostanze stupefacenti o alcoliche, alla depressione e/o al suicidio (Campbell, 2004).
  • lettereViolenza fisica
    La violenza fisica comprende qualsiasi atto volto a far male o a spaventare la vittima e, nella maggior parte dei casi, a procurare lesioni. Per maltrattamento fisico s’intende un danno fisico provocato intenzionalmente e con mezzi differenti (mani, piedi od oggetti). Rientrano tra le violenze fisiche calci, schiaffi, morsi, pugni, violenti scossoni, colpi alla testa, strangolamenti,
    soffocamenti (A.C. Baldry, 2006).
    La violenza fisica comprende anche tutti quegli atti che non solo “ledono” ma spaventano la vittima (danni agli oggetti, lesioni a carico di animali domestici) e l’assoggettano al controllo del maltrattatore.
  • Violenza economica
    La violenza economica riflette una serie di atteggiamenti volti a impedire che la partner diventi o possa diventare economicamente indipendente, al fine di poter esercitare su di lei un controllo indiretto ma molto efficace. Tra questi atteggiamenti possono rientrare l’impedire la ricerca di un lavoro, la privazione o il controllo dello stipendio, il controllo della gestione della vita quotidiana, la determinazione a privare la partner della benché minima disponibilità economica (non avere accesso a un conto bancario, bancomat, etc.). Nel caso in cui la partner sia straniera, il maltrattante può impedire la messa in regola dei documenti di soggiorno impedendo così la ricerca del lavoro e rendendo la donna vulnerabile legalmente, soprattutto in vista dell’affidamento dei figli. (A.C. Baldry, 2006).
  • Violenza sessuale
    La violenza sessuale è data dall’insieme di comportamenti legati alla sfera sessuale come molestie sessuali, aggressione sessuale agita con costrizione e minaccia, costrizione ad avere rapporti sessuali con terzi, visionare materiale pornografico, costrizione a prostituirsi, etc. (A.C. Baldry, 2006).
  • Atti persecutori (stalking)
    Lo stalking, meglio definito in atti persecutori, è una serie di comportamenti volti a controllare e limitare la libertà della persona messi in atto dal partner o ex partner e assumono vere e proprie forme di persecuzione di cui sono vittime principalmente le donne.
    Gli atti persecutori definiscono un complesso di comportamenti quali comunicazioni insistenti e non volute attraverso il telefono, segreteria telefonica, per posta, sms, mms, e-mail, messaggi lasciati davanti a casa, sul parabrezza della macchina, seguire, spiare, etc.
    Tali comportamenti possono diventare ossessivi o persecutori se continuati nel tempo incutendo nella vittima terrore e paura. Alla chiarezza delle definizioni delle tipologie della violenza di genere si contrappone la difficile percezione dell’illegittimità di alcuni comportamenti violenti tra uomo e donna, soprattutto quando compiuti all’interno delle mura domestiche. (A.C. Baldry, 2006).